L’educazione è un’azione intenzionale. E’ il risultato di una decisione consapevole che viene trasformata in un processo programmato e orientato verso il raggiungimento di obiettivi che riguardano l’evoluzione e la vita del destinatario, le sue relazioni in un contesto di partecipazione e valorizzazione della vita quotidiana, basandosi su decisioni professionali.

L’azione educativa è anche flessibile; è necessario che l’educatore sia pronto ad adottare approcci diversi a seconda del soggetto/i con cui entra in relazione, impiegando come strumento principale se stesso.

All’educatore è richiesto di saper aiutare la persona nella realizzazione e soddisfacimento dei suoi bisogni, necessità e obiettivi. La prospettiva educativa si concentra sul destinatario e per chi opera in nome e per conto della Cooperativa E.T. è ispirata da valori quali autenticità, integrità della persona, libertà, empowerment, riservatezza, prevenzione. L’ideale verso cui tende l’educatore è lo sviluppo di una persona che si autodetermina, che apprezza e ama se stessa e la propria vita, che è in grado di comprendere e di agire nella Comunità per mezzo della propria intuizione, delle proprie conoscenze e competenze.

Una caratteristica particolare dell’educazione è che lo strumento essenziale è costituito dal processo interpersonale e relazionale: obiettivo primo dell’educatore della Cooperativa E.T. è la costituzione di una relazione di fiducia con la persona che segue, un legame speciale, non giudicante e aperto all’ascolto; un momento prezioso, in cui la persona, accolta nel suo intimo e nella sua profondità, può esternare e/o prendere coscienza delle proprie sofferenze, disturbi, disagi, speranze, potenzialità. E’ prioritario per gli operatori della Cooperativa E.T. assicurare alla persona-utente la libertà di scegliere se aderire al percorso educativo proposto, affinché possa sentirsi protagonista e partecipe del cambiamento, aprirsi a nuove prospettive di vita, pur mantenendo saldi gli aspetti culturali e la propria identità.

Secondo il “modus operandi” della Cooperativa E.T., all’interno del processo interpersonale-relazionale con la persona destinataria, deve essere curato e garantito il giusto grado di riservatezza: serietà e ritegno, obbligo a non rivelare notizie apprese, ma anche capacità di discernere tra ciò che va mantenuto riservato e ciò che è utile e necessario comunicare in un lavoro integrato tra professionisti, nel pieno rispetto delle normative vigenti. L’esperienza insegna infatti che l’intervento educativo diventa tanto più efficace, quanto più si mette in atto un lavoro sinergico tra più soggetti-attori che ne condividono l’obiettivo finale. In tal senso gli educatori di E.T. promuovono e sviluppano la metodologia di rete, che muove dalla famiglia del destinatario, si apre alle istituzioni e ai servizi del territorio, coinvolgendo anche i soggetti del privato sociale (associazioni, movimenti, cooperative, singoli individui…).

La metodologia educativa adottata dalla Cooperativa E.T. si ispira alla pedagogia del Sistema Preventivo di Don Bosco, conservandone alcuni aspetti peculiari:

– La centralità e l’interezza della persona, vista nelle sue dimensioni emotiva, cognitiva, relazionale, biologica, sociale, comunitaria e spirituale. Il lavoro dell’educatore della Cooperativa E.T. si concentra su ciascuna dimensione personale del destinatario, cercando di produrre miglioramenti in ognuna e nella relazione che intercorre fra di loro.

Investimento verso il mondo giovanile. Nel periodo storico attuale i giovani sono sempre più svalutati, definiti da visioni collettive che li identificano come disimpegnati, nulla facenti ed anche forieri di disordine e pericolosità; tale proiezione è indicatore di segnali di impazienza, che il mondo degli adulti esprime nei confronti di quello giovanile. Il lavoro dell’educatore della Cooperativa E.T. capovolge questa visione collettiva pessimistica. Il suo è un approccio che si concentra sulle risorse di cui i ragazzi dispongono; una modalità attenta, paziente e ottimista, che mira a ricercare con loro la giusta collocazione nel mondo, lasciando spazio ai desideri, alla creatività e alla fantasia ma anche sviluppando attente analisi di realtà e di congruenza tra desideri e reali possibilità progettuali.

L’applicazione di prassi preventive nell’agire educativo. Il criterio preventivo crede nella forza del bene presente in ogni giovane, anche il più bisognoso, e cerca di svilupparla mediante il coinvolgimento della persona in esperienze positive. Preventivo è sinonimo di predisposto, preparato, progettato; è creare condizioni positive per il conseguimento di un traguardo efficace e umanamente soddisfacente.

Lo stile amorevole nell’educazione. “Si educa solo nella misura in cui si ama” dicono oggi molti pedagogisti. Don Bosco affermava: “L’educazione è cosa di cuore”. Educare è volere il vero bene del giovane e il primo passo è farselo amico, “guadagnare il suo cuore”.
In termini educativi significa aiutare il giovane ad affrontare e superare le esperienze negative o le situazioni di “crisi” che potrebbero compromettere, anche a livello patologico, l’equilibrio del soggetto e la sua crescita; offrirgli strumenti per gestire in forma autonoma la vita con tutte le sue difficoltà e contraddizioni; inserirlo in un ambiente in cui i valori sono trasmessi con la vita e con l’esempio.